EMMEGI DALLA SPAGNA ALLA RUSSIA

L’azienda Marchigiana della minuteria metallica vuole espandersi a Mosca.
Nel 2013 il gruppo prevede di accrescere il fatturato a 13 milioni, di cui più del 40% all’estero. Grazie a continui investimenti in nuovi macchinari, software e formazione. E senza perdere di vista il M&A


La marchigiana Emmegi dimostra che per uscire dalla crisi occorrono investimenti e capacità di vendere all’estero. L’azienda è una delle più importanti in Italia, ma soprattutto in Europa e nel mondo, nella meccanica, in particolare la produzione di minuterie in ottone tornito. Sono quelle componenti invisibili della vita quotidiana con cui abbiamo a che fare ogni giorno senza saperlo.

Nell’ottone Emmegi utilizza diverse leghe, anche tecnologiche e senza piombo, per i componenti per idraulica, parti interne di rubinetterie come le cartucce o i filtri o i raccordi che servono a installare i rubinetti stessi. Nel settore riscaldamento produce tutti i raccordi utilizzati dagli idraulici per mettere in funzione l’impianto, mentre nel gas produce valvole di ottone o alluminio e parti di meccanismi interni, come le valvole di regolazione del flusso. I prodotti targati Emmegi sono montati sulle rubinetterie Zucchetti o della tedesca Grohe (che ha chiuso il 2012 con un fatturato record di 1 miliardo di euro, e un rialzo delle vendite del 21%) o ancora sui rompigetto per rubinetti della Neoperl (altro gigante svizzero-tedesco del settore bagni e cucine) o nelle caldaie Bosch, e anche negli impianti a gas installati sulle auto. Tutto prodotto a Castelleone di Suasa vicino Ancona, nello stabilimento (sul cui tetto è stato montato un impianto fotovoltaico da 150 kw/h che soddisfa il 40% del fabbisogno energetico) che impiega più di 50 dipendenti e ha fruttato nel 2012 un giro d’affari di 12 milioni di euro, in controtendenza con l’andamento negativo del settore. <>, spiega Massimo Merolli, general manager di Emmegi. Il punto di forza dell’azienda è proprio l’aver capito che il vero mercato era al di là dei confini italiani. <>, dice Merolli. Da azienda di famiglia nata nel 1977 per opera di Guerino Merolli, padre di Massimo (seconda generazione) a piccola multinazionale, Emmegi ha sempre puntato oltreconfine. L’azienda d’altronde ha dimostrato di competere bene con gli stranieri perchè investe molto (dal 4 al 5% del fatturato ogni anno) in macchinari di ultima generazione (come quelli per il lavaggio dei pezzi che utilizzano alcool modificato, meno inquinante dei prodotti standard), software gestionali e aggiornamento del personale, quasi tutto trilingue per assistere con molti servizi accessori e tanta consulenza una clientela al 90% straniera. Il prossimo obiettivo è la Russia, nel riscaldamento con le caldaie murali e nel gas. <>, dice Merolli. E il M&A? Qualcosa potrebbe esserci, magari una fusione, anche se Merolli dice laconico che Emmegi è in trattativa da un paio d’anni con altre aziende del settore <>. Stessa musica, più o meno, per quanto riguarda lo sbarco in Borsa. <<c’era un=”” interesse=”” verso=”” piazza=”” affari=”” qualche=”” tempo=”” fa,=”” ora=”” l’aria=”” è=”” pesante=”” per=”” tutti.=”” diciamo=”” che=”” non=”” ancora=”” il=”” momento=””>>, sottolinea Merolli, il quale al momento, si accontenta di essere a capo di un’azienda italiana in cui <>.