Tornitore: cosa fa e come diventarlo

In un mondo del lavoro sempre più settoriale, trovare figure professionali specializzate è un’esigenza di molte aziende.


Il tornitore è una di quelle figure professionali più ricercate proprio perché si tratta di un professionista che deve aver maturato specifiche competenze nel settore che sia in grado di svolgere mansioni molto tecniche per le quali è necessaria una profonda conoscenza e formazione. Scopriamo quindi chi sono i tornitori, di cosa si occupano e, soprattutto, qual è il percorso formativo e professionale da seguire per poter accedere a questo tipo di posizioni.


Chi sono i tornitori

Partiamo da una breve ma essenziale definizione: il tornitore, come indica il nome stesso, l’operaio specializzato nelle lavorazioni al tornio. Oggi, a differenza del passato, esistono diverse tipologie di tornio. Il tornio classico a comando manuale, quello semiautomatico, quello automatico e quello a controllo numerico (CNC). Per ciascuno di questi macchinari è fondamentale avere una profonda conoscenza e competenza nell’utilizzo: anche i torni automatici e a controllo numerico, infatti, necessitano della programmazione, controllo e capacità di intervento di un operaio specializzato. La figura del tornitore, quindi, è molto cambiata rispetto a quella di qualche decennio fa; oggi sono necessarie anche competenze tecnologiche, elettroniche e informatiche, oltre a quelle prettamente meccaniche di saper utilizzare macchinari sempre più evoluti e professionali.


Di cosa si occupa il tornitore

Un tornitore al lavoro si occupa di realizzare il pezzo commissionatogli attraverso l’utilizzo dei vari strumenti che è possibile utilizzare con il tornio. Un operaio tornitore, infatti, esegue su ogni pezzo diverse lavorazioni, in base a quello che è il disegno tecnico iniziale. I tornitori non sono, quindi, semplici esecutori, ma professionisti in grado di comprendere un progetto tecnico e di saperlo mettere in pratica attraverso gli strumenti e i macchinari a loro disposizione. Per ogni lavoro il tornitore si occupa anche della rifinitura del pezzo e del suo collaudo, verificando che il prodotto finale rientri nei limiti di tolleranza e sia perfettamente in grado di funzionare per il compito per cui è stato progettato.

Il lavoro di tornitura prevede inoltre una profonda conoscenza dei materiali con cui andrà a lavorare. Sebbene il tornitore è prevalentemente un professionista dell’industria metalmeccanica, le trasversali applicazioni del tornio permettono di utilizzare questo macchinario non solo per la lavorazione dei metalli, ma anche di legno, ceramica, pietra e plastica. Il lavoro di tornitura, quindi, richiede enormi e variegate conoscenze che ogni giorno l’operaio tornitore deve saper mettere in pratica.

C’è anche da considerare come ogni tornitore sia, nel proprio turno di lavoro, responsabile dei macchinari e degli strumenti che utilizza. Può quindi capitare di dover eseguire alcuni interventi di manutenzione, ma soprattutto di procedere con la pulizia dell’area di lavoro; di tutto questo il tornitore deve dimostrare di essere in grado per poter accedere alle posizioni professionali più qualificate.


Come intraprendere la carriera da tornitore

Come si diventa, quindi, un operaio tornitore? Come abbiamo visto al tornitore sono richieste competenze di lettura approfondita di un disegno tecnico in modo da comprendere le misure e i dettagli di ciò che dovrà andare a realizzare. Deve essere inoltre in grado di saper gestire e impostare le diverse impostazioni (velocità, tipo di strumento, eccetera) del tornio su cui sta lavorando e di saperlo pulire e riparare in caso di necessità. Ci sono poi le competenze prettamente tecniche per le quali il tornitore è in grado di lavorare in totale autonomia il pezzo in movimento al tornio.

La figura del tornitore deve essere in possesso di competenze tecniche meccaniche, ma anche di programmazione, utilizzo di macchine utensili (e in modo particolare di quelle a controllo numerico), così come di conoscere le normative vigenti dal punto di vista igienico, della sicurezza del lavoro e di quelle antincendio.

Dal punto di vista pratico il tornitore deve essere un lavoratore con un’elevata abilità manuale, ma anche con una profonda visione d’insieme che gli consenta di pensare al pezzo finito su cui sta lavorando durante le varie fasi. Per quel che riguarda la formazione, un tornitore deve essere innanzitutto in possesso di un diploma di scuola superiore con indirizzo tecnico-professionale. Con questo titolo può accedere alle diverse scuole, istituti meccanici statali e corsi di specializzazione dedicati all’apprendimento della professione di tornitore.

Il lavoro tornitore può essere svolto come dipendente presso un’officina (più o meno grande) che come libero professionista, valutando i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna modalità. Sicuramente è utilissimo iniziare come dipendente presso una realtà già avviata nella quale apprendere i trucchi del mestiere e tutte quelle competenze che nessun corso di formazione sarà mai in grado di fornire.

È poi fondamentale comprendere come la formazione non si esaurisca nell’ottenimento di titoli e qualifiche, ma richieda un attento e costante approfondimento sulle novità del settore. Per diventare tornitore non ci sono limiti di età; a fare la differenza non sono gli anni sulla carta d’identità, ma quelli trascorsi in un’officina dietro un tornio a lavorare pezzi meccanici. L’impegno, la dedizione, la flessibilità, la precisione, la disponibilità a lavorare su turni (anche di notte e nei giorni festivi) e la precisione nelle lavorazioni sono poi i migliori requisiti ricercati in questo settore.

Le prospettive di carriera e crescita professionale sono quindi enormi, interessanti e gratificanti ed è un’opportunità lavorativa da prendere seriamente in considerazione.


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