Tranzione digitale

Transizione digitale: sfide e opportunità per l’industria manifatturiera

Durante l’ultima edizione del MECSPE 2024, la Fiera Internazionale per l’Industria Manifatturiera, si è posta l’attenzione – tra le altre cose – anche sugli incentivi per favorire lo sviluppo del settore anche alla luce delle risorse del PNRR. È interessante fare il punto della situazione anche nella prospettiva della transizione digitale cui sono chiamate anche (e soprattutto) le imprese dell’industria manifatturiera.


I dati MECSPE sullo stato dell’industria manifatturiera italiana

Secondo quanto registrato dai dati relativi al IV trimestre del 2023 l’80% degli imprenditori del settore manifatturiero ha dichiarato di aver raggiunto un livello medio-alto di soddisfazione sull’andamento nella propria attività. Sebbene i numeri siano inferiori rispetto alle aspettative il quadro è comunque positivo.

Entrando più nello specifico così da poter comprendere meglio come articolare la transizione digitale, i dati mostrano come il fatturato delle imprese risulta nel 63% dei casi stabile o in crescita confermando come il settore sia in crescita. Crescita che è in programma per i prossimi due anni per almeno il 60% delle imprese. A consentire questo stato di cose è anche la disponibilità di risorse cui le imprese manifatturiere hanno accesso grazie al PNRR elaborato dal governo italiano.

Più della metà degli imprenditori, infatti, ha richiesto gli incentivi del programma Industria 4.0 con l’obiettivo di investire soprattutto nella trasformazione digitale. Il 63% degli imprenditori ha dichiarato che senza gli incentivi messi a disposizione dal governo non avrebbe investito o lo avrebbe fatto in misura minore.


Transizione digitale: la visione innovativa di un’azienda manifatturiera

Ma in cosa consiste la transizione digitale (di cui si occupa anche espressamente il ministero transizione digitale)? E come questa si applica al settore manifatturiero del nostro Paese? Possiamo individuare alcuni capisaldi di questo percorso (transizione appunto) che le aziende dell’industria manifatturiera devono seguire per poter ambire a svolgere un ruolo attivo nel futuro digitale e sempre più tecnologico che stiamo vivendo.

Vi è innanzitutto l’adozione di un sistema integrato con l’automazione avanzata dei macchinari. Quindi per le lavorazioni meccaniche è indispensabile prevedere sia professionisti qualificati che il ricorso a robot e sistemi tecnologici avanzati che possano svolgere le operazioni più complesse. L’innovazione si basa sull’utilizzo di diverse tecnologie, tra cui quelle della realtà aumentata che rendono più veloci diverse operazioni.

La transizione digitale procede poi sulla creazione di modelli virtuali che permettono simulazioni e analisi in tempo reale per testare e ottimizzare le prestazioni di prodotti, processi e macchinari individuando i problemi prima che questi si verifichino. Grazie al ricorso alla stampa 3D le imprese possono investire nella produzione additiva per la quale realizzare prototipi e lotti di piccole dimensioni personalizzati. Un grande contributo alla transizione digitale arriva poi dall’Internet of Things (IoT) per il quale, grazie ai numerosi sensori e dispositivi disponibili, i macchinari possono comunicare tra loro ed essere controllati da remoto.

Non si può sottovalutare poi la produzione e l’accesso di una enorme quantità di dati (provenienti da fonti diversi) con i quali sviluppare un database di informazioni e ottenere indicazioni preziose per prendere decisioni più efficaci e rapide.

Parallelamente alla transizione digitale procede anche la transizione energetica. Di cosa si tratta? Qual è il transizione energetica significato? Si tratta del passaggio verso fonti energetiche sostenibili, a basse (o nulle) emissioni inquinanti. È un obiettivo imprescindibile (sostenuto anche dalla misura Transizione 5.0) che consente, da una parte, di ridurre i costi delle lavorazioni specialmente in realtà energivore come quelle dell’industria manifatturiera, e dall’altra di contrastare i fenomeni del cambiamento climatico.

L’attuale situazione di utilizzo di fonti energetiche fossili deve essere abbandonata in favore di soluzioni (esistenti) che si basino sull’utilizzo di fonti rinnovabili e, quindi, con zero emissioni di carbonio. Un contributo importante alla decarbonizzazione arriva dall’elettrificazione che consente di accedere a un tipo di energia a impatto 0. Ciò che è importante comprendere è come la transizione energetica non è solo l’utilizzo di fonti rinnovabili ma una vera e propria rivoluzione dell’intero sistema di approccio alle risorse e all’energia.


Gli ostacoli alla transizione digitale

Gli obiettivi della transizione digitale sono ambiziosi e condivisibili, ma cosa ne rallenta o impedisce il raggiungimento? Con un focus particolare sull’industria manifatturiera del nostro paese è possibile individuare diverse cause.

Da una parte c’è una carenza di competenze per le quali solo poche aziende hanno investito in un programma di formazione per lo sviluppo di skill digitali. Ed è il grande problema che lamentano molte aziende quando non riescono a trovare figure professionali adeguate.

C’è poi un problema strutturale e culturale legato alla resistenza al cambiamento. Anche laddove l’azienda decide di investire nella transizione digitale questa non viene, anche per difficoltà comunicative, recepita dai collaboratori e da tutte le figure interessate. In questo senso il migliorare dei processi aziendali è indispensabile essendo il digitale qualcosa di completamente nuovo e totalizzante e non è possibile limitarlo solamente all’utilizzo di un macchinario di ultima generazione.

Altri ostacoli sono individuabili nella scarsità di investimenti (come abbiamo visto poter contare sugli incentivi si rivela fondamentale) e nell’assenza di piani di sviluppo strategici che prevedano un percorso definito nel tempo grazie al quale far crescere l’azienda.


Il futuro è digitale

Molti imprenditori dell’industria manifatturiera riferiscono preoccupazioni per il contesto geopolitico internazionale e della consapevolezza di come il digitale è ormai parte integrante e lo sarà sempre di più nel loro lavoro. Parlando di digitalizzazione, ovviamente, non si può non fare riferimento al ruolo che svolgerà l’intelligenza artificiale (IA). A oggi già il 25% delle imprese l’ha introdotta e sono molte di più quelle che intendono adottarla. Anche qui serviranno investimenti e figure professionali così come la consapevolezza che la transizione digitale dell’industria manifatturiera italiana è una realtà non più rimandabile e che il digitale non sostituisce il manifatturiero ma ne permette sviluppi maggiori e migliori.


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